Informarsi in un mondo che cambia
per diventare cittadini digitali
Il progetto Informati e consapevoli nasce nel 2021 sul territorio di Monza e Brianza dall’iniziativa di due giornaliste professioniste, Emanuela Citterio e Ilaria Beretta, la prima con vent’anni di esperienza nelle redazioni di periodici nazionali, la seconda esperta in informazione per ragazzi.
Portiamo nelle scuole primarie e secondarie la nostra esperienza nel mondo dei media, per aiutare i ragazzi a capire le dinamiche dell’informazione e orientarsi nel web in modo consapevole.
Il nostro laboratorio di giornalismo in 4 moduli da due ore ciascuno è un percorso didattico interattivo e stimolante che insegna ai ragazzi come scrivere un articolo, cos’è un’inchiesta o un reportage, ma anche come si è evoluto il mondo dei media dalla stampa fino ai canali di comunicazione digitali, fra fake news e intelligenze artificiali. I ragazzi hanno la possibilità di mettersi alla prova producendo loro stessi dei prodotti giornalistici, sia cartacei che multimediali.
Alle scuole secondarie proponiamo percorsi di orientamento e motivazionali con storie e testimonials che possano ispirare i ragazzi a partire dalla consapevolezza dei propri talenti.
Organizziamo incontri di educazione all’uso consapevole dei social media Insieme a una psicologa dell’età evolutiva.
Collaboriamo con gli enti locali per progetti di cittadinanza digitale e siamo accreditati sulla piattaforma MePa come fornitori della Pubblica amministrazione.
Scopri come è nato il progetto
Dai quotidiani di carta a web, social e intelligenze artificiali
Negli ultimi 30 anni il giornalismo è cambiato moltissimo: ai quotidiani cartacei si sono aggiunte le testate online, poi è arrivato YouTube e ora sono comparsi i podcast. La macchina per scrivere è stata sostituita dal computer connesso a Internet e al posto dei cameramen gli inviati usano lo smartphone per registrare audio e montare video; i giornalisti – che una volta si occupavano solo di scrivere il «pezzo» – oggi devono creare immagini e grafiche, gestire piattaforme web e aggiornare social network… Il mondo del giornalismo è complesso e variegato e oggi più che mai serve qualcuno capace di raccontarlo.
Dall’altro lato, chi fruisce delle informazioni – come lettore, spettatore, ascoltatore o utente – percepisce i media come un mondo quanto mai difficile da decifrare. Su Internet si trova di tutto: dalle testate registrate che fanno un’informazione professionale e rispettosa dei codici deontologici, alle “fake news” che sfruttano la potenza di social e siti web per diffondere contenuti che hanno tutt’altro scopo rispetto alla corretta informazione e di cui spesso sono vittime proprio i più giovani.
I percorsi che proponiamo vogliono aiutare i ragazzi a imparare fin da subito a orientarsi in questo mondo variegato, da un lato offrendo loro nozioni basi sul giornalismo e sul funzionamento dell’informazione e dall’altro proponendo strategie per informarsi in modo corretto e sviluppare senso critico.
Media education: cos'è?
Le piattaforme social sono strutturate per tenerci online più a lungo possibile. I media online fanno a gara per conquistare ogni nostro clic per poi venderlo alla pubblicità. Nell’attuale panorama mediatico, le notizie non sono veicolate solo da fonti giornalistiche, che hanno l’obbligo di verificarle, ma da qualunque sito o account che abbia una vetrina sul web. Con internet, i social e gli smartphone, tutti possiamo produrre contenuti, informazioni e notizie e abbiamo a disposizione decine di modi di condividerle.
Da giornalisti riteniamo sia fondamentale non “subire” i meccanismi dell’informazione online ma educarsi per vivere online in modo consapevole e con senso critico. Per farlo è necessario dotarsi di strumenti: saper analizzare e valutare le fonti delle informazioni online, gestire la propria identità nei diversi ambienti social, sviluppare capacità etiche di comunicazione e interazioni con gli altri.
«La Media Education rappresenta un fondamentale ambito di promozione del pensiero critico, dell’espressione creativa e della partecipazione democratica dellə studenti a cui la scuola, in primis, è chiamata a fornire strumenti, esperienze e percorsi», afferma la pedagogista Mariarosaria Nardone. «Questo è ancor più vero alla luce dell’Art. 5 della recente Legge 92/12 sull’Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado, che dichiara la necessità di promuovere la “Educazione alla cittadinanza digitale”».
«La media literacy è la capacità di accedere ai media, di comprendere e valutare criticamente i diversi aspetti dei media a cominciare dai loro contenuti, di creare comunicazione in una varietà di contesti» (Commissione europea).
